Titolo: Le stagioni della
ceramica a Bamgashi
Autore:
Yeon Somin
Editore:
Rizzoli
Genere:
Contemporaneo
Pagine:
298
Prezzo:
9,99 € (ebook) | 16,62 € (cartaceo)
Trama
Jeongmin ha
trent'anni ed è esausta. Il lavoro senza pause come sceneggiatrice
televisiva ha assorbito completamente le sue energie, portandola al
burn-out e a rintanarsi nel suo appartamento, lontano da tutto e da
tutti. Dopo mesi di solitudine, una calda giornata d'estate decide di
uscire dal letargo e di rimettere insieme i pezzi di una vita
lasciata troppo a lungo in sospeso. Ed è così, vagando per le
strade di Seoul, che si imbatte nel laboratorio di ceramica Soyo.
Attratta dall'odore dell'argilla, dal caffè preparato con cura dalla
proprietaria e dalla calma che lì respira, comincia a frequentare i
corsi settimanali insieme a un gruppo di compagni speciale, ognuno
con una storia personale ordinaria ma unica. Giorno dopo giorno,
piatto dopo piatto, tazzina dopo tazzina, Jeongmin sentirà che più
le sue mani sono occupate, più la sua mente è sgombra, e che il
laboratorio non è solo un negozio, ma una comunità di amici su cui
fare affidamento. E forse, con il passare delle stagioni, capirà che
il suo cuore è pronto ad aprirsi a un amore inaspettato. Bestseller
internazionale in corso di pubblicazione in quindici paesi, Le
stagioni della ceramica a Bamgashi è una storia di riscoperta di sé
raccontata con lo stile e la delicatezza che contraddistinguono Yeon
Somin, tra le autrici più fresche ed emozionanti della nuova
letteratura coreana.
ღ
RECENSIONE ღ
Attenzione la recensione può contenere spoiler
Inizio lento con
delle vibes da drama introspettivo della tvn. Uno di quelli con
impostato un costante filtro malinconico per dare all'insieme un
senso di vita vera. caldo, profondo e riflessivo
Soprattutto il
finale mi ha ricordato un drama.
La protagonista del
libro per quanto sia un personaggio interessante e completo mi è
risultata estranea.
So che l' autrice ha
messo molto di se e di chi gli stava attorno per realizzare la storia
ma ad un certo punto il personaggio di Jeongmin è diventato troppo
irreale quasi astratto. Non so bene come spiegarlo ma improvvisamente
Jeongmin viene posta su un piedistallo diventando il centro del resto
dei personaggi
Lo so che essendo la
protagonista è così che dovrebbe essere ma più mi avvicinavo alla
fine del libro più questa sovranità di Jeongmin mi infastidiva.
Altra questione
fastidiosa è il modo in cui viene trattata la dislessia e la
depressione.
È vero che non c' è
una cura nella dislessia né un farmaco che possa aiutare ma è anche
vero che non si "guarisci" coprendo librerie o restando
chiusi in casa per un anno.
È abbastanza palese
che Jeongmin soffra di burnout con un lieve principio di depressione.
Perché nessuno accanto a lei la indirizza da un professionista?
Va bene, okay, è
risaputo che l' Asia ha dei problemi ad accettare i problemi mentali
come malattie ma tu autore non dovresti sensibilizzare l'opinione
pubblica con la tua opera? Perché dai l'idea che per uscire da un
fobia come quella degli hikikomori o la depressione basti un hobby.
"Ma questo è
un libro sulla ceramica e il suo potere curativa."
No, voce fantasma
che probabilmente odierai la mia recensione, questo è un libro
introspettivo su quanto sia difficile la vita e su quando questa ti
blocchi nelle tue paure e nelle tue incertezze e che idealizza quanto
un hobby caduto dal cielo ti alza dal baratto oscuro che è in tuo
presente.
Nonostante il libro
abbia molti punti deboli, a mio personale pensiero, e anche vero che
è scritto bene. L’autrice ha uno stile molto chiaro di esporre
pensieri ed emozioni dei personaggi.
E poi sarà che Yeon
Somin sia una sceneggiatrice televisiva ma l’impostazione del libro
è davvero molto simile ad un drama.
Questa cosa mi fa
impazzire.
E poi va beh, la
copertina è bellissima
Voto: 4

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