
Jamie
Oh mio Dio, Stephen Taylor è diventato davvero carino.
Mi ha chiamato testa vuota come quando eravamo ragazzini ed era come se non se ne fosse mai andato.
Solo che all’epoca non mi trovavo su una sedia a rotelle.
Andiamo, Stephen, non sono cambiato, sono ancora quel ragazzo ottimista di cui ti ricordi, sul serio.
Ti prego, riuscirai a vedere le cose in modo diverso? A vedere oltre alla mia cavolo di sedia a rotelle?
Ovviamente, ciò che renderebbe tutto perfetto sarebbe se anche tu fossi gay, non solo alto e bellissimo.
Ehi, un ragazzo può ancora sognare, giusto?
Stephen
Oh mio Dio, non è cambiato affatto. È ancora solare come lo era da ragazzino.
Mi ha chiesto com’era la vita in California, ma c’è davvero poco che posso raccontargli.
Non ho intenzione di dirgli ciò che ho passato, non deve sapere che ho un pessimo gusto in materia di uomini.
Perché anche solo uno di loro non poteva essere come Jamie?
Perché potrei innamorarmi di un ragazzo come lui.
C’è solo una cosa che non va in tutto lui non vorrebbe mai un ragazzo come me.
ღ La recensione contiene spoiler! ღ
La storia non è originale e in tutta onesta l’unica cosa che mi ha spinto a leggerlo è stato il personaggio di Jamie, che dopo un incidente è finito sulla sedia a rotelle solo che…
Il personaggio principale di tutta la storia non era nè Stephen nè Jamie ma bensì la a rotelle su cui Jamie si trova.
Il libro tratta temi forti e reali che coinvolgono le persone su sedia a rotelle e il modo in cui il mondo li vede. Ed è okay, un bel tema che può sensibilizzare il lettore.
Ma il fattore sedia a rotelle è davvero molto marcato ed è ovunque.
Non c’è più Jamie il ragazzo solare ma c’è Jamie il ragazzo solare sulla sedia a rotelle. Lo stesso Jamie si identifica come il tipo sulla sedia a rotelle. Tutto ma davvero tutto ruota sulla sedia a rotelle.
Ed è okay, come ho detto ci sta, il libro parla di Jamie e del stare sulla sedia a rotelle e di Stephen e dei suoi problemi con ragazzi violenti che non viene approfondito del tutto.
Ma dopo un po’ stanca. O almeno ha stancato me.
La presenza di quella sedia è opprimente e ti viene inculcata in ogni pagina anche con un piccolo disegno tra un intermezzo e l’altro.
Ma accantoniamo questa cosa e andiamo avanti.
La storia inizia con Stephen e Jamie che dopo 13 anni si rivedono per caso in un parco dove i due giocavano da bambini. Stephen è ritornato a Boston con i suoi genitori e Jamie non se ne è mai andato. I due a detta loro sono sempre gli stessi se non fosse che adesso Jamie e sulla sedia a rotelle dopo un incidente avuto a 18 anni.
I due riallacciano l’amicizia e nel giro di neanche due settimane (non ricordo del tutto bene) vanno a vivere insieme e poi va bene potete immaginare il resto o leggere il libro e scoprirlo da voi.
Il punto e che dal loro incontro, avvenuto fin dalle prime righe del libro, fino all’epilogo dove … spoiler… Jamie fa la proposta a Stephen, è tutto inconsistente, non riesce a coinvolgermi e ad emozionarmi. Ogni step che affrontano; dal rivedersi, al rendere chiara la loro reciproca omosessualità fino al mettersi insieme avviene velocemente e come ho detto non mi emoziona, non riesce a coinvolgermi e ad empatizzare con nessuno dei due protagonisti.
Ed è stato estenuante.
Quando leggo un libro mi piace entrare nella testa del personaggio, comprenderlo appieno sentire quello che sente lui così da riuscire a calarmi bene nella storia. Ma in questo libro non ci sono riuscita. Nessuno dei due personaggi è riuscito a tirarmi dentro la storia.
E questa cosa mi delude perché avevo molte aspettative.
Adesso passiamo a cosa mi è piaciuto e a cosa non mi è piaciuto.
COSA NON MI È PIACIUTO 👎
- SEDIA A ROTELLE: Non fraintendetemi. Mi piace quando vengono trattati temi che altri non si azzardano a trattare. Ma devono essere trattati bene e qui devo dire che non lo è stato fatto del tutto. La sedia era onnipresente offuscava Jamie e non riuscivi a distinguere la persona dall’oggetto. Jamie è la sedia a rotelle così come la sedia a rotelle è Jamie, sono una cosa sola. Teoricamente. Ma pagina dopo pagina non c’era Jamie c’era sola la sedie. Ed ho detto tutto.
- I PARENTI: Jamie alla festa d’anniversario dei genitori rivede i parenti, che sembra non veda da tipo 8 anni (mah solo io vedo i miei parenti a cadenza settimanale?), e questi sembrano compatire la povera creatura sulla sedia a rotelle. Ora voglio aprire una piccola parentesi su questa cosa e dire; Ma che razza di parenti ha Jamie? Dopo 8 anni non si sono ancora abituati a vederlo sulla sedia a rotelle? Perché sembrano tutti sconvolti a vederlo lì. Dopo un po’ la sedia diventa un evidente estensione di Jamie, quindi è normale pensarlo sulla sedia. Perché compatirlo e trattarlo come se fosse senza braccia, gambe e cervello? Questa cosa mi ricollega al punto successivo.
- L’IGNORANZA: L’ignoranza di quasi tutti i personaggi all’interno di questo libro. Dai parenti di Jamie ai suoi appuntamenti falliti per passare ai genitori di Stephen e anche Stephen stesso. Perché la gente non riesce a vedere oltre l’idea che si fanno di una cosa. Tutti vedono Jamie come una persona incapace solo perché non ha l’uso delle gambe quando in realtà Jamie è capace come chiunque altro. Ha delle restrizioni ma chi non le ha, tutti in grande o piccolo le abbiamo. In questo libro tutti sono ignoranti e trattano Jamie come un’incapace. Anche nel mondo reale può capitare di incontrare persone ignoranti ma non lo sono tutti. C’è chi guarderà sempre oltre quella sedia e vedrà la persona. All’interno del libro non succede. Chiunque Jamie abbia incontrato (escludendo famiglia, Stephen e pochi eletti citati e poco visti) l’ha trattato con ignoranza. Credo che questa sia una visione troppo oscura delle persone. L’autrice ha generalizzato su pochi rendendoli molti, come se nel mondo non ci fossero persone capaci di vedere Jamie come persona.
- STEPHEN: Stephen ha un passato di relazioni violente. Lui stesso ammette di essere stato abusato ma non scende nei dettagli, non si apre del tutto con Jamie affrontando il suo passato. Tutto quello che vediamo del suo trauma sono frammenti. Avrei preferito che l’autrice approfondisse l’argomento che ci desse modo di scoprire di più di Stephen e invece ci ha mostrato solo quello che voleva mostrarci. Niente. Praticamente Stephen è niente.
COSA MI È PIACIUTO 👍
- SCORREVOLEZZA: Nonostante non mi abbia coinvolto, la lettura è stata scorrevole e il libro nel suo insieme ben scritto e ben tradotto.
In completa onesta credo che questo sia uno di quei libri che non rileggerei.
È un’opinione personale, io potrei averlo trovato pieno di difetti e non adatto ai miei gusti ma altri leggendolo potrebbero trovarlo un capolavoro.
Il mondo è bello perché vario, ognuno di noi ha i propri gusti e le proprie opinioni.
Per oggi è tutto… alla prossima recensione!
Voto: 2,5 ★
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