mercoledì 30 ottobre 2024

{Recensione} E.M. Lindsey - Irons and Works (01) - Free Hand

Titolo: Free Hand
Serie: Irons and Work #1
Autore: E.M. Lindsey
Editore: Quixote Edizioni
Genere: Romantico, Contemporaneo, LGBTQ+
Pagine: 260
Prezzo: 4,49€ (ebook) | 14,56€ (cartaceo)

Trama
La vita di Derek Osbourne è piuttosto tranquilla. Ha una routine che gli permette di essere a suo agio, un lavoro come tattoo artist che gli paga l’affitto e gli dà da mangiare, e beh, se si sente solo pazienza, ci sono cose peggiori al mondo. Con il suo passato complicato, Derek è sicuro che nessuno vorrà avere a che fare con le sfide rappresentate dall’amare qualcuno con una grave forma di PTSD. Soprattutto da quando l’uomo che ha passato anni a fargli del male è ora in lungodegenza, e Derek è responsabile delle sue cure. Derek è rassegnato a vivere e morire da solo, e forse gli va bene così.
Poi una notte, durante uno spaventoso temporale, si ritrova chiuso nello sportello di un bancomat con uno sconosciuto silenzioso ed è in quel momento che il suo mondo inizia a cambiare.

Basil Shevach è nuovo a Fairfield, ed è lì per rilevare il negozio di fiorista della sua defunta zia. È anche sordo, in una piccola città dove lui e sua sorella sono gli unici non udenti. Non è che non gli piaccia lì, ma non è sicuro che Fairfield sia il posto per lui. Almeno, non fino a quando una notte una tempesta lo intrappola nello sportello bancomat con un uomo silenzioso in preda al panico contro la porta a vetri. È subito affascinato da quello sconosciuto incredibilmente attraente con tatuaggi vivaci e occhi tormentati, ma è anche amareggiato perché è già uscito con un uomo udente, ed è finita nel peggiore dei modi. Si è promesso molti anni prima di non rifare più quell’errore ma in qualche modo l’uomo terrorizzato intrappolato con lui in quella piccola stanza gli ha lasciato un segno e nonostante ci provi in ogni modo, non riesce a dimenticarlo.


ღ RECENSIONE ღ
Attenzione la recensione può contenere spoiler


Ho già inquadrato il genere di serie che sarà Irons and Work e già mi piace.
Di solito nei romanzi troviamo personaggi dall’apparenza perfetta ma rotti dentro.
In questa serie invece abbiamo personaggi rotti sia dentro che fuori.
Ed è fantastico li rende più reali e veri.
In Free Hand abbiamo modo di incontrare Derek, un tatuatore dal passato traumatico con un disturbo da stress post traumatico, e Basil un ragazzo sordo dalla nascita che ha avuto una brutta esperienza con un ragazzo udente.

Come succede spesso con le serie il primo libro è un apri pista per alcuni dei personaggi che arriveranno nel corso dei futuri libri. Viene data una panoramica dei componenti dell’Irons and Works e un background approssimativo delle loro vite.
Questa per la cronaca è una cosa che apprezzo molto; dare spazio a tutto l’insieme di personaggi che costruiscono la serie. Mi piace quando il volume di una serie includa personaggi che appariranno in altri volumi o che mantenga una luce accesa sui protagonisti che hanno preceduto quelli attuali. Rende i personaggi più familiari e li lascia crescere gradualmente nella mente e nel cuore del lettore.

Parlando di personaggi ho apprezzato tantissimo quello di Derek.
Derek è una persona sensibile è altruista in contrasto con l’immagine da duro esteriore che ha.
Si prende carico di un uomo che l’ha distrutto alimentando inconsciamente il desiderio che questo possa cambiare la sua personalità di merda. Ma suo padre è uno stronzo fino alla fine.
Il modo in cui Derek si lascia andare nell’appartamento del padre è qualcosa che chiunque al suo posto avrebbe fatto. È un momento in cui prende coscienza di tutta l’amarezza e del dolore che si porta dentro e finalmente lo lascia andare.
Derek è un personaggio che mi piace molto con cui riesco facilmente ad entrare in sintonia.

In controparte abbiamo Basil con cui non sono riuscita ad entrare in sintonia.
Lui ha le idee chiare sul non volere conformarsi agli altri ma a volere che sia il mondo attorno a lui ad adattarsi alla sua sordità.
E su questo mi trovo d’accordo con lui.
Perché deve essere lui a imparare a parlare e non tutti gli altri a segnare?
Però c’è da dire che Basil ha una strana personalità giudicante verso gli udenti anche con la sua stessa sorella, che ha scelto di conformarsi ad un mondo udente, ha un certo comportamento di superiorità.
Per carità non voglio giudicarlo, non sono nessuno per poterlo fare non potendo comprendere cosa significhi nascere sordi e doversi adattare ad un mondo che ti spinge verso la loro immagine di giusto.
Ma Basil ha questa idea in cui udenti e non udenti non posso mischiarsi.
Perché i non udenti trarranno sempre svantaggio nell'interagire con gli udenti.
Quindi da subito per scontato che lui si troverà isolato se si avvicinerà a Derek e al resto degli Irons and Works, perché loro non sono come lui.
So che c’è un motivo dietro questa sua chiusura ma in tutta onesta non lo accetto del tutto.
Il suo ex è stato un vero stronzo ma ogni giorno le coppie si lasciano perché uno dei due, se non entrambi, fanno stronzate. Non ha molto importanza che uno è sordo o meno se hai di essere trattato di merda verrai trattato di merda.
Basil non è ne il primo ne l’ultimo a dover vivere una relazione così umiliante.
Chiudersi così tanto solo per questo e fare di uno stronzo il metro di misura per chiunque altro lo trovo esagerato.
Forse sono un po’ insensibile ma avrei preferito che la chiusura emotiva di Basil fosse dovuta a qualcosa di più pesante.

Nell’insieme comunque la storia è molto piacevole.
Ho una certa dimestichezza con la lingua dei segni quindi è stato piacevole leggere di un personaggio con questa caratteristica che non sempre viene resa al meglio o comunque non viene mai del tutto approfondita come si deve.
Poi, cosa che ribadisco apprezzo tantissimo, ci sono molti personaggi che non rubano troppo spazio ai protagonisti anzi interagiscono con loro mostrando l’insieme di una storia più completa e vera.
Non vedo l’ora di approfondire il loro universo e spero che venga mantenuta una finestra aperta su Derek e Basil.


Voto: 4


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